Mese: aprile 2014

CANZONE (03) – ETERNAL LIFE

Eternal Life . Jeff Buckley

JeffBuckley

“There’s no time for hatred,
only questions
What is love,
where is happiness,
what is life,
where is peace?
When will I find the strength to bring me release?

And tell me where is the love
in what your prophet has said?
Man, it sounds to me just like a prison
for the walking dead
And I’ve got a message for you
and your twisted hell
You better turn around
and blow your kiss goodbye to life eternal, angel…”

“Non c’è tempo per l’odio, solo domande
Cos’è l’amore?
Dov’è la felicità?
Cos’è la vita?
Dov’è la pace?
Quando troverò la forza che mi condurrà alla liberazione?

E dimmi, dov’è l’amore
Che il tuo profeta annunciava?
Amico, mi sembra solo una prigione
Per il condannato a morte
Ho un messaggio per te
E per il tuo inferno corrotto
Faresti meglio a voltarti e a mandare un bacio d’addio
Alla vita eterna, o angelo..”

Dove voi vedete cose ideali, io vedo cose umane,ah! troppo umane… “

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The Village

 

risiko

 

Mi lascia sempre perplesso pensare alla limitatezza della nostra visione del mondo, limitatezza non tanto dovuta all’educazione, o a una certa etica, penso più a una limitazione strutturale della nostra (almeno per la mia) mente nell’analizzare problemi complessi o nel crearsi una visione globale di problemi particolari legati tra loro.

Userò un esempio per cercare di farvi capire il mio ragionamento, un esempio che mette in risalto l’inadeguatezza della nostra mente nell’affrontare un sistema complesso come la società globale.

Mi sono accorto che la mia mente ragiona per “scomparti separati”, il mondo per la mia individualità si limita talvolta alle mura della stanza in cui mi trovo, può allargarsi a tutto ciò che vedo fuori dalla mia finestra, si può espandere alla città in cui vivo seguendo mentalmente una strada che devo percorrere. Se mi allontano ancora faccio fatica ad avere una visione d’insieme. Parliamo di Italia, mi rendo conto che per me è un concetto astratto, me la immagino per esempio vista dal satellite, o come una cartina vista sul sussidiario delle medie, ma diventa un concetto a parte, slegato dalle dinamiche della mia vita quotidiana. Il concetto si esalta se parliamo di posti molto lontani. Sono stato a Rio De Janeiro qualche mese fa, sono stato in Canada per esempio: ripensando oggi a quei posti li percepisco come “rinchiusi” in una sfera mentale distaccata dalla mia vita, slegati dalla mia esistenza. Eppure, e mi meraviglio ogni volta che ci penso, se guardo verso il sud America, dopo il giardino del mio vicino di casa ci sarà una siepe, poi una strada, poi forse un fiume, una montagna, e un’altra strada e così via e poi ci sarà la strada di Rio in cui ho camminato qualche mese fa. Come posso allora considerarlo un mondo diverso dal mio?

Vengo quindi all’esempio di cui parlavo, il villaggio “Mondo”.

Annullo le distanze e il mondo è tutto concentrato in una piccola cittadina. Nel mio pianerottolo vivono le persone che conosco, negli altri piani del palazzo trovo una famiglia di Napoli, una di Bolzano, un vasto campionario di italiani. Vicino al mio palazzo ci sono altri palazzi, ognuno diverso, quello spagnolo, quello svizzero perfettino, quello tedesco stile impero e così via. Più lontano dal mio quartiere c’è il quartiere russo, poi alla periferia i palazzi dei giapponesi, là in fondo vicino al fiume il quartiere degli australiani e via dicendo. Ora la popolazione mondiale è alla portata della mia ristretta mente e non posso ignorare i problemi che nascono perché toccano anche me. Così ieri un appartamento di un palazzo ucraino è stato occupato da una famiglia russa e ora tra i due palazzi non si può più passare perché si lanciano sassi e bottiglie rotte. Dai quartieri africani poi continuano a venire verso il nostro disperati in cerca di fortuna perché nel loro quartiere la vita è miserabile, tutto cade a pezzi e dove possono trovare aiuto se non nelle nostre strade. Alcuni li vorrebbero far fuori ma io sono passato dalla grossa strada che separa il palazzo italiano dai palazzi africani e si vedono bene le bombe che cadono dai tetti, alcuni bambini muoiono di fame lì sul bordo della strada mentre sul marciapiede opposto turisti tedeschi sorseggiano un caffè in un bar del palazzo siciliano. Non possono non vedere cosa succede dall’altra parte della strada, come possono scandalizzarsi se alcuni cercano di attraversare la strada? Eppure molti fanno così, evitano semplicemente quei quartieri, provano a cancellarli dalla cartina della nostra variegata città. Se nel mio palazzo si vive bene pensano, cosa mi interessa del resto?

L’immagine è oltremodo semplicistica me ne rendo conto, ma mi fa sempre riflettere sulla mia limitatezza, oltre a cercare di avere una sguardo più attento, più ponderato per farmi un’etica sociale più equilibrata e meditata.

Il nostro palazzo ha bisogno di essere restaurato..

Del benessere e della disperazione

rivoluzione

Spinto da alcuni scambi di opinione avuti negli ultimi tempi ho riflettuto un po’ su questa società, sul bisogno di un cambiamento radicale che tutti noi intuiamo e proclamiamo a gran voce e sul perché questi intenti di rivoluzione rimangono solo ombre in una caverna molto platonica.

Parlo di me, così nessuno di sentirà accusato di alcunché.

Nato in Emilia Romagna in una famiglia media non mi è mai mancato nulla, ho avuto da mangiare, ho avuto da vestirmi, ho potuto coltivare le mie passioni, i miei interessi, uscite con gli amici, vacanze estive, scooter, weekend fuori porta, cellulare e sono qui con un tetto sulla testa, a scrivere sul mio portatile ascoltando musica scaricata da internet.

Nonostante questo non sono sordo agli scandali, alla politica, alle ingiustizie ma mi rendo sempre più conto che ormai le subisco passivamente, quasi fosse un male inevitabile. Mi limito forse a lamentarmi, a scandalizzarmi parlandone con un amico, esprimo il mio dissenso su questo blog ma non ho fatto molto di concreto perché le cose cambino. Perché? Perché io, come credo molti altri, ci siamo abituati, fatto un patto di non belligeranza con gli aspetti più marci di questo sistema (italiano ma il discorso vale anche in generale)?

Perché abbiamo più da perdere che da guadagnare e il benessere è un magnifico placebo.

Esco di casa, le aiuole impeccabili, grandi SUV per la strada, le rotonde sono ormai opere d’arte (forse il fatto che siamo sotto elezioni ha un peso in tutto questo). Entro in un centro commerciale, il massimo dilemma è scegliere tra le nuove Nike e le nuove Puma.

Penso che sarei disposto a scendere in piazza, rischiare la vita, mettere in gioco tutto questo per un’alternativa incerta, forse più socialmente ed eticamente accettabile ma non necessariamente migliore (per il mio benessere)?

No non lo farò, e la signora cinquantenne alla guida del suo macchinone tedesco comprato dal marito non lo farà, e il mio amico d’infanzia che erediterà l’azienda di famiglia non lo farà neanche lui. E per questo sono colpevole quasi quanto chi approfitta di questa situazione.

Serve arrivare alla disperazione per cambiare qualcosa?

 

Questo è per voi

“…possono bruciare i nostri corpi, non possono distruggere le nostre idee. Esse rimangono per i giovani del futuro, per i giovani come te. Ricorda, figlio mio, la felicità dei giochi… non tenerla tutta per te… Cerca di comprendere con umiltà il prossimo, aiuta il debole, aiuta quelli che piangono, aiuta il perseguitato, l’oppresso: loro sono i tuoi migliori amici.”
(dall’ultima lettera di Nicola Sacco al figlio Dante, 1927)

Un omaggio a voi Nicola and Bart!

05.04 vent’anni dopo.

Kurt Cobain

 

Senza troppo parole melense.

20 Anni fa moriva Cobain. Chi mi conosce sa quanto adori lui e i Nirvana, non voglio quindi star qui a scrivere parole su parole ma solo un grazie perchè nel bene e nel male la sua musica da tanto tempo mi è vicina, una sorta di colonna sonora che non per forza tutti devono apprezzare ma che io trovo sempre drammaticamente intensa e piena di malinconica energia.

 

Liebster Award

Dopo qualche giorno di colpevole assenza dal blog causa impegni lavorativi e sportivi eccomi qui a riprendere da dove ho lasciato. Guardando le varie notifiche ecco che scopro di essere stato nominato/insignito/onorato/ per il Liebster Award.

Da vero ignorante e novellino del circuito dei blog sinceramente non sapevo neanche cosa fosse quindi, dopo un attimo di smarrimento, mi sono preso il tempo di capire in cosa consistesse la cosa.
Ho scoperto quindi questa sorta di catena che viaggia sulla rete, un’idea molto carina e semplice per socializzare e conoscerci un po’ meglio su questo spazio virtuale.

Inizio riepilogando le regole di questo “gioco” per facilitare eventuali altri novellini come me:

Le regole sono le seguenti:
– nominare e ringraziare, nel post, il/la blogger che ci ha candidati
– rispondere alle domande poste dal/dalla blogger
– nominare 10 blog con meno di 200 followers
– rivolgere a loro 10 domande a nostra scelta
– comunicare la candidatura nei rispettivi blog

Molto bene..mettiamo all’opera quindi!

 

Ringrazio sentitamente il blogger che mi ha nominato:

http://bortocal.wordpress.com/

 

Molto onorato anche perché è uno dei blog che seguo con più interesse per gli spunti interessanti che spesso propone.
Passo quindi senza ulteriori indugi a rispondere alle domande che mi propone:

1- Cosa ti ha spinto ad aprire il blog?
Il desiderio di mettere nero su bianco i miei pensieri e condividere ciò che mi piace con altre persone

2- Qual è il tuo incubo ricorrente?
Intendendo incubo proprio come brutto sogno mi capita spesso di sognare di dovere scappare o correre e non esserne in grado.

3- Guarda fuori: cosa vedi e che cosa vorresti vedere?
Vedo la mia cittadina coperta dalle nubi mentre vorrei un bel sole per poter leggere sul balcone ed abbronzarmi!

4- Cosa vorresti trovare ora fuori dalla tua porta?
Al momento ho tutto quel che serve ma qualche visita inaspettata fa sempre piacere!

5- Chi butteresti giù dalla torre?
I qualunquisti, chi non ha un’opinione, i superficiali

6- Se ti guardi allo specchio, che cosa noti?
Che mi stanno già venendo i capelli bianchi

7 – Raccontami una tua figuraccia.
Piccola premessa: facevo l’educatore in una struttura con ragazzi disabili, dopo aver cambiato lavoro incontro per caso una delle ragazze che seguivo che sapevo molto attaccata alla mamma e la prima cosa che le chiede: “Ciaoo, tutto bene a casa, come sta la mamma?”. Era morta pochi giorni prima. Non potevo saperlo però..

8- La felicità che colore ha?
Nessun colore, dipende da cosa deriva questa felicità..

9 – Perchè sei mio follower?
Cercavo spunti di riflessione interessanti e li ho trovati sul tuo blog

10 -Cosa farai dopo aver risposto alle mie domande?
Nominerò altri 10 Blog per continuare questa catenella..

Compiuto il mio dovere passo ora alla parte delle nomination, essendo nuovo del giro non conosco ancora molti blog e difficilmente saranno tutti sotto i 200 followers quindi mi concederete qualche deroga. Vediamo un po’..

1. http://faberex.wordpress.com/
Un bel blog di foto, pensieri e robe varie..

2. http://sguardiepercorsi.wordpress.com/
Immagini e riflessioni sulla vita quotidiana

3. http://soulsechoes.wordpress.com/
Echi dell’anima, merita la nomination anche solo perchè ha echoes nel titolo 🙂

4. http://solonientedentro.wordpress.com/
Poesie

5. http://neuronisuicidi.wordpress.com/
Il mio spleen quotidiano

6. http://xcombie.wordpress.com/
Uno dei miei preferiti

7. http://yoklux.wordpress.com/
Ancora poesie

8. http://ludmillart.wordpress.com/
Arte, video, riflessioni

9. http://orofiorentino.wordpress.com/
Spunti di riflessione

10. http://nevertearusapart.wordpress.com/
Blog splendido!

Beneeeee!

10 domandine veloci per chi vorrà rispondere.

1) Perché hai un blog?
2) A cosa non rinunceresti mai?
3) Un’immagine che ti piace.
4) Una citazione che ti rappresenta.
5) Cosa non sopporti in questa vita?
6) Una cosa che prima o poi farai sicuramente.
7) C’è qualcosa che non hai mai avuto il coraggio di dire?
8) Com’è stata la tua giornata?
9) L’ultimo libro che hai letto
10) Una canzone da ascoltare prima di andare a letto.

Ecco fatto! Ho fatto il mio dovere..ora a voi la parola, un saluto a tutti e buona giornata!