Su chi legge poesie

Tutte le volte che inizio a leggere una poesia, che sia su un libro o su un blog o chissà dove, dopo alcune righe ho già inconsciamente deciso se mi piace o meno. Tuttavia non lascio mai la lettura a metà (e faccio fatica anche con i libri) perché ho come la sensazione che l’autore sia davanti a me con il cuore aperto che distilla i suoi segreti e le sue profonde emozioni, non potrei girarmi dall’altra parte e andarmene per i fatti miei mentre si confida con me.

“La notte, amata, ormeggia il tuo cuore al mio
e che essi nel sonno sconfiggano le tenebre
come un doppio tamburo che combatte nel bosco
contro il muro spesso delle foglie bagnate.

Notturna traversata, brace nera del sogno
che intercetta il filo delle uve terrestri
con la puntualità di un treno sfrenato
che ombra e pietre fredde travolga senza cessare.

Per questo, amore, ormeggiami al movimento puro,
alla tenacità che nel tuo petto batte
con le ali di un cigno sommerso,

perché alle domande stellate del cielo
risponda il nostro sogno con una sola chiave,
con una sola porta chiusa dall’ombra.”

P.Neruda

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