OPEN . ANDRE AGASSI

Open . Andre Agassi

Penso di non aver mai letto un’autobiografia fino ad ora, ho incontrato questo libro quasi per caso, ne avevo sentito parlare molto bene e complice il recente avvicinamento al tennis ho deciso di leggerlo.

Ho scoperto un libro meraviglioso. La vita di questo monumento dello sport che, confesso, conoscevo solo come nome piazzato a cavallo tra gli anni novanta e il nuovo millennio. Coinvolgente perché mette a nudo anche la faccia sporca dello sport al più alto livello. Le confessioni di quest’uomo prima ancora che del tennista, la sofferenza e il sacrificio che è il prezzo dello stare al vertice, della fama, del contare qualcosa solo perché sei a quel livello. Non si può non prendere in simpatia questo bambino Andre che a 7 anni si trova su un campo da tennis:

“Papà dice che se colpisco 2500 palle al giorno, ne colpirò 17500 alla settimana e quasi un milione in un anno. Un bambino che colpisce un milione di palle all’anno sarà imbattibile”. 

Inizia così il vortice, Andre Agassi odia il tennis e Andre Agassi sarà numero uno al mondo vincendo 60 titoli ATP e 8 tornei dello slam. Ne risulta il ritratto di uomo molto umano, preda delle insicurezze e alla ricerca di una soluzione per la sua condanna a vita al tennis. Soluzione che sembra trovare: nelle amicizie, nell’amore finalmente di un’altra leggenda vivente Steffi Graf, nei tanti avversari incontrati di la dalla rete, nell’applauso del pubblico che lo ha seguito da quando, ribelle, si presentava sulla terra rossa in jeans e moicano rosa e lo ha seguito sulle montagne russe della sua carriera infinita. E il fine di questo processo tormentato: la beneficenza, non gratuita ma lucidamente pensata nella costruzione di una grande scuola per dare una possibilità ai bambini cresciuti nei quartieri più degradati.

Un libro che mi ha coinvolto totalmente e credo racconti con straordinaria lucidità quanto la mente possa rende difficile affrontare la vita di tutti i giorni o la finale di un grande slam. E combattere per essere più forti delle proprie paure richiede un prezzo che non sempre si riesce a pagare. Agassi ha pagato e ha tutta la mia ammirazione.

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