NEL MONDO DEI CONTRARI

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Nel mondo dei contrari è normale. Un cittadino, sì perché prima che tossicodipendente, spacciatore, criminale e morto, Stefano Cucchi era cittadino, è morto mentre era “in custodia” dello stato. Non solo. E’ morto ma nessuno l’ha ucciso!

Nel mondo dei contrari è tollerato anche che un immigrato si butti senza pensarci ad aiutare una turista vittima di uno scippo e la folla invece che applaudire lo minaccia, gli intima di farsi i fatti suoi.

Quanto potremmo andare con gli eventi che accadono nel mondo dei contrari..il problema è quando torniamo nel nostro mondo e i fatti rimangono gli stessi. Senza sfoggiare accuse populiste alla polizia dal manganello facile o pensare agli immigrati come puritani incompresi credo sia necessario fermarsi un secondo a riflettere perchè se lasciamo correre, se non ci indigniamo, se tutto è accettabile con che faccia ci lamenteremo domani dello stato in cui viviamo?

Lo stato che permette a poliziotti di uccidere (uccidere, non lasciar morire) un arrestato, senza neanche stare a sindacare su chi fosse o quale orrendo reato avesse commesso, siamo noi. Sono io che leggo velocemente la notizia in un bar e mi lascia indifferente, è il mio vicino di casa che magari non l’ha neanche sentita intento a guardare pomeriggio 5. Sono i cittadini che minacciano di morte l’immigrato perché tenta di sventare uno scippo.

Uno stato senza morale, senza coscienza. Va bene tutto e il contrario di tutto. Io non mi tiro certo fuori, anche io sono complice e artefice di questa situazione, nessuno se ne può tirare fuori.

Sono solo due esempi, due eccezioni forse. Ma se anche fosse l’unico caso ancora di più lo dobbiamo condannare con forza, urlare ai quattro venti il nostro disaccordo. Se lo accettiamo una volta non c’è più ritorno, la prossima sarà semplicemente la secondo volta e così via, secondo grado di giudizio e tutti assolti, i poliziotto, io e il mio vicino.

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