Mese: febbraio 2015

Ad Aimé Césaire

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IL RIBELLE (duro) – Io: cognome: offeso; nome: umiliato; stato civile: rivoltoso; età: l’età della pietra .

LA MADRE – Io: razza: la razza umana. Religione: la fraternità.. .

IL RIBELLE – Io: razza: la razza caduta; Religione… ma non siete voi a prepararla col vostro disarmo.. . son io con la mia rivolta e i poveri pugni chiusi e la testa irsuta . (Calmissimo) Ricordo un giorno di novembre; non aveva ancora sei mesi e il padrone è entrato nella capanna fuligginosa come una luna rossa, e tastava le piccole membra muscolose, era un ottimo padrone, faceva scorrere con una carezza le dita grosse sul visetto pieno di fossette. I suoi occhi azzurri ridevano e la bocca lo stuzzicava con cose zuccherose: sarà un pezzo buono, disse guardandomi, e diceva altre cose gentili, il padrone, che bisognava occuparsene molto presto, che non erano troppi vent’anni per fare un buon cristiano e un buono schiavo, buon suddito e devotissimo, un buon aguzzino di comandante, occhio vivo e braccio fermo. E quell’uomo speculava sulla culla di mio figlio una culla di aguzzino. Strisciammo coltellaccio in pugno.. .

LA MADRE – Ohimè tu morrai .

IL RIBELLE – Ucciso… l’ho ucciso colle stesse mie mani.. . Sì di morte feconda e prosperosa.. . era notte. Strisciammo tra le canne da zucchero . I coltellacci ridevano alle stelle, ma ce ne infischiavamo delle stelle . Le canne da zucchero ci sfregiavano il viso con ruscelli di lame verdi .

LA MADRE – Avevo sognato un figlio per chiudere gli occhi di sua madre .

IL RIBELLE – Ho scelto di aprire su un altro sole gli occhi di mio figlio .

LA MADRE – … Figlio mio… di mala morte e perniciosa .

IL RIBELLE – Madre, di morte viva e sontuosa .

LA MADRE – per aver troppo odiato .

IL RIBELLE – per aver troppo amato .

LA MADRE – Risparmiami, soffoco per i tuoi vincoli. Sanguino per le tue ferite .

IL RIBELLE – il mondo non mi risparmia… Non c’è nel mondo un povero individuo linciato, un pover’uomo torturato, in cui io non sia assassinato e umiliato .

LA MADRE – Dio del cielo, liberalo .

IL RIBELLE – Cuore mio tu non mi libererai dai ricordi… Era una sera di novembre.. . E improvvisamente clamori rischiararono il silenzio . Eravamo balzati su, noi, gli schiavi; noi, il letamaio; noi, le bestie dagli zoccoli di pazienza . Correvamo come forsennati; scoppiarono le fucilate… Noi colpivamo.

Il sudore e il sangue ci facevano frescura. Colpivamo tra le grida e le grida divennero più stridule e un gran clamore si levò verso est, erano i servizi che bruciavano e la fiamma schizzò dolce sulle nostre guance . Allora fu l’assalto dato alla casa del padrone . Tiravano dalle finestre . Noi forzammo le porte . La stanza del padrone era spalancata. La stanza del padrone era brillantemente illuminata, e il padrone era là calmissimo… e i nostri si fermarono… era il padrone… Entrai.

Sei tu, mi disse, calmissimo… Ero io, ero proprio io, gli dicevo, il buono schiavo, il fido schiavo, lo schiavo schiavo, e subito i suoi occhi furono due blatte impaurite nei giorni di pioggia… colpii, il sangue sgorgò: è il solo battesimo di cui oggi io mi ricordi..

Così scriveva Aimé Césaire. Il suo ribelle al colonialismo, vergognosa macchia sulle nostre coscienze eureopee che non va neanche nominata. Troppo orgogliosi e superiori per considerare i nostri morti come i loro. La violenza di oggi è frutto però delle violenze di ieri. Come non è giustificata oggi non lo era allora, e otre a Charlie sono anche migliaia di morti a Setif, migliaia di morti a Moramanga, e un elenco di centinaia di nomi che neanche conosciamo. Migliaia di morti di fucili e baionette dei civilizzati europei, senza neanche un pretesto religioso.

Di cosa ci stupiamo oggi? Ah già, che ci sembra di essere seduti sul lato scomodo questa volta.

Enneatipo

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Dalla disperazione di una sera di studio intensivo mi sono messo a girovagare in internet e ho fatto questo test che avevo già fatto anni fa (ma non mi ricordavo il risultato..quindi non posso dire di aver ottenuto lo stesso risultato). Per quanto sia difficile descrivere una personalità in poche righe, per quanto mi riguarda, alcuni punti sono straordinariamente azzeccati..

ENNEATIPO 8

E’ un individuo portato a controllare gli altri e se stesso, ritiene di essere sempre (o quasi) nel giusto e sente una continua spinta interiore a dimostrare di essere sempre meglio degli altri.

E’ un combattente nato, rifugge la codardia ed è dotato di grande forza.

Ha un profondo senso di giustizia e verità, non sopporta le ingiustizie e l’ipocrisia.

Si sente più forte degli altri che tende a controllare anche in campo affettivo e familiare e soffre

in posizioni subalterne se non sottoposto a leaders carismatici.

Spesso non esita a schierarsi coi più deboli che subiscono ingiustizie senza riflettere sulle conseguenza che comunque non lo spaventano.

Quando le cose non vanno nel senso giusto reagisce con forza ed irruenza e spesso con rabbia.

Non ammette quasi mai i propri errori perché teme di apparire debole e si difende con la negazione.

E’ spesso un grande comunicatore ed affabulatore, facendosi apprezzare per le sue doti retoriche.

Ha vissuto un’infanzia o adolescenza in cui ha subito (o pensato di subire) dei soprusi ed ingiustizie personali o sociali.

E’ aggressivo e autoritario, rissoso, irascibile.

E’ stimolato da coloro che si lasciano dirigere e controllare e che hanno una modalità comunicativa di tipo propiziatorio.

Quando è sotto stress si chiude in se stesso, esce dal contesto sociale e medita vendetta.

Quando è integrato diventa un ottimo amico e consigliere, un abile aiuto per chi è in difficoltà, un vero e proprio altruista disinteressato.

Su lavoro da il meglio di se quando è in posti di comando o di responsabilità o quando ci sono problemi da risolvere.

La sua modalità comunicativa è di tipo indicatorio e tende a comunicare all’eccesso, diventando talvolta logorroico. 

Demian – Hermann Hesse

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Un giorno una cara amica mi ha detto: “hai scoperto Il Lupo della steppa? Aspetta di leggere Demian..”

E Demian è rimasto nella mia libreria parecchio tempo come spesso capita, sopravanzato da altri libri che ho man mano comprato per dovere o per piacere. Quasi dimenticato qualche giorno fa il mio sguardo è caduto su di lui. Oggi ho un nuovo libro preferito. E’ strano e addirittura misterioso come certi libri mi capitino in mano ne i momenti giusti, quando il mio stato recettivo è al massimo della tensione. Hermann Hesse è il mio scrittore preferito, posso dirlo ormai senza riserve e senza nulla togliere a tutti gli altri.

“Volevo solo cercare di vivere
ciò che spontaneamente veniva da me.
Perché fu tanto difficile?”

Non tutti i libri hanno il potere di entrare così profondamente in sintonia con il proprio animo da scuoterlo nel profondo e, certamente, non tutti reagiamo allo stesso modo. Nel mio caso ho sentito una risonanza magnetica che mi ha fatto finire il libro in poche ore. Mi è tornata in mente la profezia della mia collega qualche anno fa.

Ho letto Demian e sono commosso per il tesoro che ho trovato.

“..Come una fiamma tagliente m’investì a questo punto l’intuizione che ognuno ha un compito, ma nessuno quello che egli stesso ha potuto scegliere, circoscrivere e amministrare a volontà. E’ errato aspirare a nuovi dèi, assolutamente errato voler dare qualche cosa al mondo, Per gli uomini illuminati non esiste nessunissimo dovere, tranne uno: di cercare se stessi, di consolidarsi in sé, di procedere a tentoni per la propria via dovunque essa conduca. […] Terribile e sacra sorse davanti a me la nuova immagine mille volte intuita, forse già espressa, eppure soltanto ora vissuta. Io ero  un parto della natura lanciato verso l’ignoto…”