Spoon River

2014000562

Ho finito di leggere pochi giorni fa l’antologia di Spoon River che avevo momentaneamente interrotto per impegni universitari.

Premetto che non conoscevo l’autore Edgar Lee Masters e, fino al momento in cui ho trovato il libro sugli scaffali della libreria di fiducia, l’antologia di Spoon River era solo un nome vago di quelli che si sentono ogni tanto…del resto per incontrare Whitman è stato più utile l’attimo fuggente che la scuola dell’obbligo..

E così, grazie alla traduzione di Fernanda Pivano, ho conosciuto Elmer, Dorcas Gustine, Herbet Marshall e Mabel Osborne….e tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

L’umanità è rappresentata dagli epitaffi dedicati ai morti del piccolo paese che costeggia lo Spoon River. In queste istantanee emerge da ogni morto il segreto ultimo della vita abbandonata. C’è chi pur nella tomba odia inesorabilmente l’ospite della bara accanto, chi ha fatto pace con il mondo e con se stesso, chi ha perso l’amore e chi l’ha rubato, chi solo nella morte ha avuto la triste rivincita sulla vita.

Alcuni sono giovani, altri hanno visto un secolo intero ma ora dormono tutti sulla collina e con loro il presente perduto, gli amori e i momenti che hanno reso la loro vita comunque unica, misteriosa e indecifrabile agli occhi del mondo.

Qui giace Herbert Marshall:


 

“Tutto il tuo dolore, Lousie, e il tuo odio per me

nacquero dalla tua illusione, che fosse leggerezza

di spirito e disprezzo dei diritti della tua anima

ciò che mi fece volgere ad Annabella e abbandonarti.

In realtà tu prendesti ad odiarmi per amore mio,

poichè io ero la gioia della tua anima,

formato e temprato

per risolverti la vita, e non volli.

Ma tu eri la mia disgrazia. Se tu fossi stata

la mia gioia, non mi sarei forse attaccato a te?

Questo è il dolore della vita:

che si può essere felici solo in due;

e i nostri cuori rispondono a stelle

che non voglion saperne di noi.”

 

Annunci

9 comments

    1. Grazie per il giovane 🙂
      Avevo letto di De Andrè e me ne ha poi parlato anche un’amica…però, e qui molti vorranno lapidarmi, a me piacciono solo una manciata di canzoni..non sono un appassionato 🙂
      Grazie comunque!
      Un salutoo!!

  1. “Spoon River ” per me è un ricordo di tanti (purtroppo) ma tanti anni fa: figurati che lo leggemmo a scuola e poi ne abbiamo fatto una recita con letture, a me toccò una poesia brevissima perchè ero timida e non volevo espormi troppo – non ricordo il nome della defunta, ma cominciava così: Henry mi rese madre…e io dovevo ancora scambiare il mio primo bacio…ero tanto “indietro”!

    1. Amanda Barker

      Henry mi rese madre,
      pur sapendo che non potevo creare una vita
      senza perdere la mia.
      Nella giovinezza perciò varcai le porte del nulla.
      Viandante, si crede nel villaggio dove io vissi
      che Henry mi amasse di un tenero amore,
      ma io proclamo dalla polvere
      che egli mi uccise per soddisfare il suo odio.

      Una recita impegnativa 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...