Mese: marzo 2016

Ai profondi

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“Occorre sbarazzarsi del cattivo gusto di voler andare d’accordo con tutti. Le cose grandi ai grandi, gli abissi ai profondi, le finezze ai sottili. Le rarità ai rari.”

F.Nietzsche

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Es muss sein

pleiads

Tutti noi consideriamo impensabile che l’amore della nostra vita possa essere qualcosa di leggero, qualcosa che non ha peso; riteniamo che il nostro amore sia qualcosa che doveva necessariamente essere; che senza di esso la nostra vita non sarebbe stata la nostra vita. Ci sembra che Beethoven , in persona, torvo e scapigliato, suoni al nostro grande amore il suo “Es muss sein!”

Tomàs ripensava ora a quell’osservazione di Tereza sull’amico Z., e constatò che dalla storia d’amore della sua vita non risuonava nessun “Es muss sein!”, bensì un “Es Könnte auch anders sein”: poteva benissimo essere altrimenti.

                                                                                        (M. Kundera)

Finitudine

Mi parlò un giorno dei sui pensieri:

“Una sola parola serve a descrivere la vita degli uomini: finitudine. Moltitudini vissero, sognarono forse, e quelle energie sono oggi fili d’erba e alberi in fiore. Un uomo visse forse mille anni fa, non fu famoso, non fu ricco, e non fu ricordato, mi chiedo se sia veramente esistito quindi. Un’idea mi colpì una volta: tutte le persone che oggi decorano il pianeta passeranno e lasceranno il posto ad altri. Sentii allora la stessa tristezza provata nel terminare un libro. Simili a romanzi sono infatti le nostre vite. Per questo vivere richiede lo stesso coraggio di leggere la prima pagina: ogni romanzo ha una fine.”

Posso paragonarti a un giorno d’Estate?

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Posso paragonarti a un giorno d’Estate?
Tu sei più amabile e più tranquillo.
Venti forti scuotono i teneri germogli di Maggio,
E il corso dell’estate ha fin troppo presto una fine.
Talvolta troppo caldo splende l’occhio del cielo,
E spesso la sua pelle dorata s’oscura;
Ed ogni cosa bella la bellezza talora declina,
spogliata per caso o per il mutevole corso della natura.
Ma la tua eterna estate non dovrà svanire,
Né perder la bellezza che possiedi,
Né dovrà la morte farsi vanto che tu vaghi nella sua ombra,
Quando in eterni versi nel tempo tu crescerai:

Finché uomini respireranno o occhi potran vedere,

queste parole vivranno, e daranno vita a te.

                                                                                      (W.Shakespeare, Sonetto 18)

Filosofia del taxista argentino

In centro a Buenos Aires prendiamo l’ennesimo taxi. Capisce immediatamente che siamo italiani, guarda caso anche questo uomo smilzo e baffuto ha un nonno italiano, purtroppo non ricordo il cognome.

Ci tiene a fare bella figura e credo abbia fatto la strada più lunga possibile per parlare un po’ con noi. E’ più o meno sempre così, questo però ad un certo punto la spara lì:

“Allora in Italia stanno arrivando molti immigrati?”

“Sì” rispondiamo noi “un po’ in tutta Europa”

Riflette un attimo e poi fa: “Beh, spero gli accogliate bene eh. Noi italiani quando eravamo disperati siamo venuti tutti qui. Non ci sarebbe neanche la città senza di noi.”

Eh già.