poesie

Eterni

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Mi innamorai un mattino dell’architettura della parola.

Le grandi volte marmorizzate dal vento

e le vetrate su mondi rari e fragili,

maestose cascate di nuvole liquefatte.

Ombre danzanti sull’animo mio

scavano tombe fangose a cui do nomi

pronunciati talvolta da silenziose statue di

uomini solo pensati.

Quanto costa una sola parola

 succhiata, rubata a questa fonte amara.

Porta il peso degli Eterni, sospesi

tra mondi che mi tolgono il fiato.

Innocenti

rovine

Regaliamoci ancora pochi attimi d’illusione

nutrendoci del pallido incanto di cui resta

appena la traccia a matita.

Sarà troppo tardi domani

per poter fingere ancora

che esistano i colori,

che le notti non abbiano spazzato questi solitari cortili,

che ci si possa svegliare di nuovo,

innocenti, in abbracci d’amore

Nubi

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Imperturbabile e rarefatto quella gelida mattina.

Mente limpida, levigata dalle notti,

consumata dai pensieri, umiliata e imbruttita,

triste di pianto, annegata d’incanto.

Marciavo sulle ceneri e riscoprivo il sapore

Pungente dell’ossigeno.

Ricordo, era mattina, era freddo,

rincorsi il mio fiato tra splendenti nubi d’inverno.

Del terribile dubbio delle apparenze

dubbio

“Del terribile dubbio delle apparenze,

della finale incertezza, che possiamo venir delusi,

che forse fiducia e speranza non siano, dopo tutto, che congetture,

che forse l’identità oltre la tomba sia appena una favola bella,

che forse le cose che percepisco, animali, alberi, uomini, colline, luminose acque fluenti,

i cieli di giorno e di notte, colori, densità, forme, siano (come indubbiamente sono) appena apparenze, e l’autentico vero debba ancora venir conosciuto..”

W.Whitman

Percezione

belle_foto_in_bianco_e_nero-201Vivo giorni di incredibile sensibilità,

quelli che prima erano rari momenti

di intensa percezione

sembrano ora essere, invece, una condizione costante.

Questo è tanto bene e tanto male,

cerco avidamente di approfittare di ogni verso,

ogni melodia, sfioro concetti che mi coinvolgono tanto

da risuonare così in profondità che ne resto sconvolto.

Basta quindi una parola, un’immagine, guardarmi dentro

per liberare questa energia misteriosa,

è una sensazione di potenza, di potenzialità,

di assenza di limiti.

Tremo per questo potere che è dono e condanna,

ma è la mia più grande ricchezza,

mi inabisso nel mistero, la trascendenza che

permette di cogliere il mistero stesso,

e la sensazioni dal freddo siderale mi esplodono

tra le mani al rallentatore, e io spettatore

perdo il fiato schiacciato da questo peso

che è bello da piangere e vorrei non finisse più.

E tutta questa eternità è durata pochi attimi,

e un brivido dalle ossa, il respiro recupera il passo

riemergo nella materia che sembra così inutile ora

ma ci dovrò convivere.

Fino al prossimo risveglio.